Introduzione (Italian)

L’Italia è il mio Paese d’origine , è ritenuto uno Stato moderno e uno Stato di diritto, uno Stato molto sensibile alle Convenzione Internazionali per il rispetto dei Diritti umani .

La mia storia personale interessa l’esercizio del potere giudiziario della Repubblica Italiana, un caso di violazione del diritto alla libertà del cittadino e di persecuzione.

Di questa storia personale voglio parlare attraverso il sito web con lo scopo di rendere pubblica la mia battaglia per la libertà e per il rispetto dell’Uomo, in modo che tutti possano conoscere la verità passo dopo passo con documenti e sentenze non con parole.

Lasciai l’Italia definitivamente nel 1962 e da allora ho vissuto in Svizzera ed in Germania, dal 1986 in Sud Africa. Nel 1984 quando la Magistratura di Roma emise un mandato d’arresto internazionale a mio carico e nei confronti di altri cittadini Svizzeri per presunti reati finanziari commessi negli Stati Uniti e in Svizzera. In quel periodo presiedevo una compagnia finanziaria in Svizzera.

Sulla scorta della Convenzione Europea sull’Estradizione firmata da entrambi i Paesi , venivo arrestato dall’Autorità Elvetica per conto dell’Italia firmataria del mandato d’arresto in attesa di stabilire se vi fossero le condizioni per estradarmi o meno. L’estradizione veniva nel contempo richiesta anche dagli USA.

Le Autorità Svizzere decisero di aprire un procedimento nel proprio paese sui fatti per i quali venivo richiesto , ma rifiutò l’estradizione richiesta dall’Italia e dagli USA, e pertanto fui sottoposto ad un processo penale unitamente ad altri cittadini Elvetici.

La condanna pronunciata nei mie confronti, per i reati ipotizzati, fu interamente espiata in un carcere svizzero.

Ma, se gli Stati Uniti nel rispetto della legalità svizzera non hanno più reiterato analoghi provvedimenti giudiziari, di contro le Autorità Italiane hanno iniziato una vera e propria guerra nei miei confronti che si è caratterizzata in duplicazioni processuali.

Ancora durante lo svolgimento del processo Elvetico il Tribunale di Palermo emise altro mandato di arresto basato sugli stessi fatti ed avanzò una nuova richiesta di estradizione che venne tuttavia ulteriormente rifiutata dalla Svizzera.

Come spiegherò meglio nel proseguo, l’Autorità giudiziaria Italiana mantenne in vigore quel mandato di arresto per 18 anni, e cioè fino a quando la Corte d’Appello di Palermo ne decretò nel 2003 la non procedibilità per l’evidente violazione del principio del ne bis in idem internazionale, trattandosi come detto di fatti già oggetto della sentenza di condanna svizzera.

In questi 18 anni, l’ITALIA avanzò al Governo della Repubblica del Sud Africa ( Paese nel quale mi ero trasferito dopo avere scontato la sentenza Elvetica) ben nove richieste di estradizioni nei miei confronti, avviando una campagna di informazione mediatica terroristica allo scopo di dipingermi come un pericoloso latitante.

La guerra intrapresa dall’Italia contro un suo cittadino ha consumato la mia vita, interamente dedicata alla difesa per fatti mai commessi nel territorio di uno Stato nel quale non sono più ritornato.

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Mi continuo a chiedere perché l’Italia ha ignorato la Convenzione Internazionale della quale è firmataria ed ha continuato a processarmi in contumacia sempre per gli stessi fatti? Chi ne traeva beneficio ? Quale è stato il vantaggio per l’Italia nel continuare processi nei miei confronti spendendo il denaro dei contribuenti per perseguire un individuo per niente pericoloso e che aveva già espiato una condanna per tali fatti semmai commessi in Svizzera ?

Una cosa che certamente non può ignorarsi è che l’Italia non solo per 18 anni ha ignorato il giudicato a livello internazionale ossia la sentenza Elvetica, ma ha infranto il divieto di non processare due volte un soggetto per lo stesso fatto (ne bis in idem) anche all’interno dello stesso Stato dividendo la competenza a giudicare tra Roma e Palermo e, di fatto celebrando due processi paralleli , uno a Roma che si concluse nel 1992 ed uno a Palermo che si concluse nel 2003.

E poi ancora ponendo in essere un altro mandato nel 1997 sulla scorta dei medesimi fatti utilizzati già sia nel processo di Roma del 1992 che si concluse con assoluzione piena del reato di mafia, e in quello che si concluse nel 2003 con la assoluzione – improcedibilità per ostacolo del precedente giudicato elvetico trattandosi dei medesimi fatti . Cosi la Procura di Palermo decide di rimettermi sotto accusa per mafia cercando di rivitalizzare ed attualizzare a dopo il 1992 data dell’assoluzione della sentenza romana tramite l’utilizzo dei pentiti che nonostante tutto nulla hanno riferito su di me oltre le cose apprese( dalla stampa o diversamente imboccati ) sui fatti Elvetici per i quali fui processato.

Chi legge e vorrà approfondire potrà conoscere tutta la mia storia che io descrivo dettagliatamente nel mio siti web, storia che ha coinvolto me e la mia famiglia negli ultimi 25 anni e che potrebbe sembrare una storia di un film mentre invece è il peggiore incubo vissuto realmente.

L’Italia ha creato una legislazione speciale per fronteggiare la mafia denominata legislazione d’emergenza a partire dagli anni 92 stravolgendo di fatto le garanzie processuali che conteneva il nostro codice di procedura penale , e non è mai riuscita a sostituire il nostro codice penale (codice Rocco) di fatto pubblicato nel 1930 sotto il Governo fascista. Occorre riflettere sul dato che le garanzie processuali non devono essere intese come una tutela per i mafiosi, ma esse servono a tutelare la persona accusata di qualunque reato al fine di garantire che il processo si svolga in modo equo e la persona che viene condannata abbia potuto difendersi dalle accuse ad armi pari . Tale principio non corrisponde ad una vaga e generica enunciazione, ma all’art. 6 della Convenzione Europea dei diritti umani, e costituzionalizzato in Italia con l’art. 111 della Costituzione che lo ha recepito. Oggi invece l’Italia tramite le leggi antimafia può processare chiunque , e tramite l’utilizzo dei pentiti che rappresentano un jolly per l’accusa, condannare anche senza prove .

Da circa 15 anni assistiamo ad uno scontro tra Berlusconi ad oggi nostro Presidente del Consiglio e la Magistratura. Berlusconi dichiara che i giudici comunisti lo vogliono distruggere (dal Mail and guardian del 28 ottobre 2009) egli afferma : sono in assoluto l’uomo più perseguitato nel mondo, le Corti di giustizia subiscono infiltrazioni del diavolo chiamato comunismo e di conseguenza non operano in modo oggettivo e parte dei giudici sono politicizzati.

In riferimento a ciò mi piacerebbe attirare la vostra attenzione verso i casi e le statistiche riguardanti la corruzione della giustizia italiana cosi come è stato affermato nel libro – inchiesta di Stefano Liviadotti “ Magistrati L’Ultracasta “ . Dall’inchiesta di Liviadotti risulta che l’Italia è lo Stato d’Europa con più condanne pronunciate dalla Corte Europea, quattro volte in più della Francia, della Spagna, cinquanta volte in più dell’Inghilterra e centodieci in più dell’Olanda. L’Italia deve risarcire più di centomila casi. L’Italia per i risarcimenti aveva previsto 12,75 milioni di euro ogni anno, ma attualmente servono mezzo bilione di euro e oltre.

Berlusconi ha affermato che dal momento che l’opposizione non ha vinto democraticamente le elezione tenta di indebolirlo attraverso le Corti dando corso a diversi processi contro di lui. Egli ha pensato di non avere nessuna altra scelta se non chiedere con una legge l’immunità per i processi giudiziari durante il periodo del suo mandato politico.

Tutti conosciamo l’esito: la Corte Costituzionale Italiana ha dato parere negativo su tale legge. Io non intendo esprimermi su tale sentenza ma vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni commenti di Berlusconi . Per questo voglio rivolgere a Berlusconi direttamente dei quesiti:

Presidente Lei asserì che : la nostra Corte Costituzionale non è imparziale, considerato che 11 Giudici su 15 sono comunisti e che lo stesso nostro Presidente della Repubblica è comunista. Mi chiedo se tutti i cittadini siamo uguali davanti la legge perché lei Berlusconi ha il diritto di criticare la Magistratura ? Ho io lo stesso diritto?

Mi chiedo e Le chiedo a seguito delle sue dichiarazioni se Lei Presidente Berlusconi ha una visione oggettiva sullo stato della giustizia in Italia a prescindere delle sue problematiche processuali che lo riguardano personalmente . Oppure Lei pensa che tutto funziona perfettamente verso gli altri cittadini che vengono processati e diventa persecuzione politica quando l’imputato è lei stesso?

Presidente Berlusconi sin dalla sua discesa in politica Lei ha promesso agli Italiani una riforma seria e oggettiva dell’ordinamento giudiziario , secondo gli standard europei, sostenendo che ciò fosse assolutamente necessario . Tale impegno siglato con gli Italiani sino ad oggi non ha trovato nessun riscontro, forse è troppo impegnato a difendere se stesso e si è dimenticato dei suoi doveri come capo del Governo?

Presidente Berlusconi, in questi ultimi mesi tutto il mondo ha appreso delle accuse a Lei rivolte da alcuni pentiti su fatti gravissimi, Lei ancora una volta ha preso coscienza ed ha dichiarato che i pentiti sono strumenti utilizzati senza alcuna garanzia per le persone oggetto di tali propalazioni. Ha criticato tale sistema e annunciato che la legislazione sulle dichiarazioni dei collaboratori va modificata. Presidente ciò che lo ha portato a tali affermazioni è dovuto al fatto che il soggetto di tali accuse questa volta è lei stesso ? Fino ad oggi si era mai posto il problema di quanti cittadini hanno subito condanne ingiusta a causa di una legislazione fallace che consente ai giudici di giungere a condannare persone che non hanno potuto difendersi da accuse prive di riscontro ?

In questo anno appena trascorso dopo una arbitraria e controversa sentenza emessa da una corte di giustizia italiana, in contumacia come al solito e sempre per gli stessi fatti il Vostro Ministro di Giustizia ha inoltrato la decima o undicesima richiesta di estradizione al Sud Africa naturalmente senza analizzare i contenuti . Ciò è peggio della negligenza . Io affermo e sottolineo che il mio è un caso di ingiustizia orchestrato da forze malevoli, da servizi di intelligence corrotti e da giudici che hanno fatto passare come prove fatti mai avvenuti. Il giudice Scaduti presidente delle Corte d’appello di Palermo si è appellato al suo libero convincimento per motivare una sentenza di condanna fondata su fatti già giudicati e su un sacco di bugie così convalidate.

Di conseguenza oggi mi trovo a dover ricorrere alla Corte Europea dei diritti umani , per citare lo Stato Italiano per tutte le violazioni commesse verso di me , e per chiedere risarcimento dei danni materiali e morali.

Affermo con forza che sarebbe opportuno che l’Italia stessa nel caso il Ministro di Giustizia riaprisse e investigasse sul mio caso ancora prima della Corte Europea, poiché è nel proprio Stato che il cittadino dovrebbe avere certezza e riconoscimento dei propri diritti, e dallo stesso sentirsi tutelato, pur non essendo il Presidente del Consiglio .